Si potrebbe parlare per ore sul perché e il per come gli Spurs viaggino col primato sia nella Western Conference sia nella Lega e con il numero sette alla voce “sconfitte”. In questo articolo si analizzerà solamente la punta dell’iceberg, quella più visibile: il cambio strutturale nel sistema di gioco, una rivoluzione (cestistica) appunto.
Il fatto più tangibile è che si è passati da un gioco lento, compassato, ad uno stile che favorisce maggiormente le scorribande di Parker (17p+7a di media) e Ginobili (18p+5a di media). Ciò comporta meno palle sotto a Duncan, dunque sarà più riposato per la postseason; dove comunque è inevitabile un abbassamento del ritmo e un gioco maggiormente… pensato.
Cambiamento effettuato anche in difesa, dove è più frequente la ricerca della palla e l’otturazione delle linee di passaggio. Questo è dovuto alla consapevolezza che dietro, in aiuto, ci siano big men come il nuotatore, Splitter o l’ex Pittsburgh.
Inoltre si è finalmente trovato l’assetto giusto tra i lunghi: nelle passate stagioni Duncan era accoppiato prevalentemente con 5 di peso, ora colui che copre il ruolo di centro è lui; anche vero che è supportato da un lottatore come DeJuan.
L’apporto dalla panchina è enorme, tantochè un credibile canditato per il trofeo di sesto uomo dell’anno potrebbere essere George Hill. Dal “pino” escono anche i due rookie “esperti”: Gary Neal, terrificante tiratore da tre e Tiago Splitter, scelto nel draft del 2007 ma soprattutto uno dei giocatori più amati di tutti i tempi, “the red rocket”, Matt Bonner che permette lunghi minuti di riposo al caraibico e un cambiamento tattico intrigante.
L’ arteficie di tutto questo è da ricercare in Gregg Popovich e nel suo staff. Tuttavia da non sottovalutare l’operato della dirigenza e del GM RC Buford, il quale ha esteso il contratto del francese e di Manu, evitando una probabile cessione ai New York Knicks di D’Antoni del primo, ma soprattutto e stato abile nel gestire un roster a metà strada, ovvero: giocatori che hanno fatto la storia di questo gioco (TD, Manu…) con giovani dal futuro luminoso (Hill, DeJuan Blair, James Anderson, Splitter…).
Molti, addetti ai lavori e non, credevano che la valanga nero-argento si sarebbe fermata dopo un inizio di stagione scoppiettante ma per adesso numeri e fatti smentiscono.
Nonostante i riflettori puntino imperterritamente su luoghi più “glamour” del Riverwalk gli Spurs sono pronti a dire la loro, specialmente ai playoff!
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